come si lavano gli assorbenti lavabili femminiliMolte donne vorrebbero provare gli assorbenti lavabili femminili, ma l’idea di lavarli le trattiene da fare questo passo che è in realtà importantissimo per la salute dell’ambiente, per la loro personale… e anche quella del portafogli!

Usandoli da tempo, voglio mettere a disposizione la mia esperienza con gli assorbenti lavabili, pro e contro. Vedrete che i pro superano i contro, abbondantemente, perché il contro è solo uno: invece di buttare gli usa e getta, bisogna lavare i lavabili!

Due buoni motivi ecologici per usare gli assorbenti lavabili

Nell’arco della sua vita una donna usa come minimo 11 mila assorbenti: 4 al giorno, per 5 giorni di ciclo, per 15 cicli all’anno, per 35 anni di età fertile (una cifra molto conservativa, insomma).

Gli assorbenti usa-e-getta, tra imballaggi e prodotti veri e propri, sono composti fino al 90% di materiali plastici. Questi non sono compostabili: possono al massimo essere bruciati in un termovalorizzatore e lasciare comunque un residuo tossico; ma troppo spesso finisco nell’ambiente naturale, dove hanno bisogno di 500 anni a degradarsi completamente.

Quindi: metà della popolazione mondiale per metà della sua vita produce 11 mila assorbenti che – se usa e getta – resteranno, in una forma o nell’altra, in giro per mezzo millennio!

Se sono invece lavabili, nell’arco di una vita si tratterà di una trentina di prodotti in tessuto biodegradabile.

Due buoni motivi sanitari per usare gli assorbenti lavabili

Tenere un “impacco di plastica” a contatto con le parti più delicate del proprio corpo, per giorni e per notti, provoca sudore, fastidi, irritazioni, infiammazioni e anche infezioni.

Un assorbente lavabile moderno è invece composto di cotone bio, micropile e tessuto PUL (impermeabilizzante ma traspirante).

La sensazione è paragonabile a dormire su un cuscino infilato in un sacco della spazzatura vs dormire su un cuscino infilato in una federa di cotone.

Ho detto paragonabile per dire che in realtà… non c’è paragone per la comodità e la sensazione di sollievo!

Due buoni motivi economici per usare gli assorbenti lavabili

Quanto costano gli assorbenti lavabili? Comprare un kit completo con cui affrontare un ciclo intero senza lavaggi costa circa 100€ (ovviamente dipende dal tipo di flusso). Se si fa un lavaggio a metà ciclo (come faccio io), bastano 50€.

Considerato il costo medio di 5€ a ciclo per numero di assorbenti usa e getta che si userebbero altrimenti, questa spesa si ammortizza al massimo in un anno e mezzo.

Ma gli assorbenti lavabili ben fatti (ne ho provati diversi e trovo che i migliori siano quelli di Culla di Teby) durano almeno 8 anni.

Oltre al risparmio evidente, una volta che si ha in casa la propria “fornitura” non si rischia di restare sprovviste: ed è una comodità anche questa!

Come si usano gli assorbenti lavabili femminili

Gli assorbenti in tessuto lavabile oggi sono leggeri e per niente ingombranti.

Vengono in varie misure: dal salvaslip al post-parto, misura indicata anche a chi ha un flusso molto abbondante di notte.

Hanno le ali con un bottoncino, che li fissa in posizione sotto lo slip; oppure si ripiegano su se stessi intorno allo slip (molto comodi per i giorni leggeri).

Si usano esattamente come quelli usa-e-getta, con la stessa frequenza di cambio o poco più.

Come si lavano gli assorbenti lavabili femminili

Il trucco per avere assorbenti senza macchie e ombre è semplice: sciacquarli subito dopo l’uso, o tenerli in una bacinella/secchio con tappo in acqua fino al momento di metterli in lavatrice.

Gli assorbenti lavabili sono come la nostra biancheria intima, ma comunque più resistenti: una volta sciacquati, si lavano in lavatrice con il detersivo che usiamo abitualmente per tutto il bucato – a maggior ragione ipoallergenico come il Gran Bucato USE. Come sempre quando si tratta di sangue, bisogna usare una temperatura bassa per non “cuocere” la macchia. Possono essere sbiancati con percarbonato, come i pannolini lavabili dei bambini, o pretrattati con ViaMacchia USE, anche questo ipoallergenico.

Il mio consiglio è di inserirli in una retina da piccolo bucato, per evitare che quelli più piccoli finiscano inastrati tra le guarnizioni dell’oblò o nel filtro.

Per asciugarli, la cosa più green, igienizzante e sbiancante che possiamo fare è stenderli all’aria aperta, con la parte interna rivolta verso il sole: imbattibile metodo della nonna valido anche per le tovaglie, le federe… tutto quello che ingiallisce con il tempo.

Se questo non è possibile, si possono stendere vicino un calorifero; meglio non contatto diretto né in asciugatrice perché le alte temperature alle lunghe potrebbero danneggiarne l’impermeabilizzazione.

Dove comprare detersivi ipoallergenici

Tutta la linea di detersivi ipoallergenici USE per bucato, piatti e superfici sono acquistabili:

Sasha Carnevali è giornalista e food blogger; mamma di tre figli, nonna di un nipotino, moglie di un marito e amante di un cane e di un gatto, in “Consigli per l’USE” condivide i suoi trucchi per la gestione di una casa molto animata (e molto pelosa).